Paolo Mieli, "Corriere della Sera" 27/10/2003 pagina 35, 27 ottobre 2003
Cos’hanno in comune la tigre della Malaysia col pacifista dell’Eliseo? C’è il premier malese Mahathir Mohammad (non un novellino: ha settantotto anni ed è al potere dal 1981) il quale dal palco del vertice musulmano di Putrajaya lamenta che gli ebrei, «nonostante gli europei ne abbiano ucciso sei milioni su dodici
Cos’hanno in comune la tigre della Malaysia col pacifista dell’Eliseo? C’è il premier malese Mahathir Mohammad (non un novellino: ha settantotto anni ed è al potere dal 1981) il quale dal palco del vertice musulmano di Putrajaya lamenta che gli ebrei, «nonostante gli europei ne abbiano ucciso sei milioni su dodici... guidano il mondo per procura» e incita un miliardo e trecento milioni di musulmani a non farsi «sconfiggere da pochi milioni di ebrei». Applausi dei delegati. L’iraniano Mohammad Khatami lo definisce «un intervento nel suo insieme brillante, molto logico»; l’egiziano Ahmed Maher saluta quell’intervento come «una definizione molto accurata e profonda della situazione». L’Unione Europea vorrebbe reagire, ha pronto un documento che definisce «inaccettabili» quelle parole, ma Jacques Chirac - che è alla guida di una Francia distintasi negli ultimi anni per il record europeo di cimiteri ebraici profanati, israeliti malmenati, sinagoghe date alle fiamme - Chirac, dicevo, rifiuta di inserire la condanna nel suo discorso conclusivo di un summit europeo