Patrizia Longo, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 7 novembre 2003
Vista sugli abissi. L’acquario di Monterey Bay, in California, è unico al mondo per l’osservazione e lo studio delle specie che vivono nei fondali marini: si affaccia sull’Oceano Pacifico, su un canyon sottomarino di quattromila metri di profondità, dove si possono incontrare i ”mostri degli abissi”
Vista sugli abissi. L’acquario di Monterey Bay, in California, è unico al mondo per l’osservazione e lo studio delle specie che vivono nei fondali marini: si affaccia sull’Oceano Pacifico, su un canyon sottomarino di quattromila metri di profondità, dove si possono incontrare i ”mostri degli abissi”. Alcuni di questi esemplari, quelli che non hanno gas al loro interno e possono sopravvivere in superficie, sono esposti anche nelle vasche. Le esplorazioni, invece, sono affidate a due robot subacquei. Collegato all’acquario, è un importante istituto di ricerca (il Monterey Bay Aquarium Research Institute Mbari). Non il più prestigioso: questo titolo spetta all’Harbor Branch Oceanographic Institute della Florida, dove il dipartimento di Scienze marine ha sviluppato un settore specializzato nella bioluminescenza. Considerato che oltre il 90 per cento delle forme viventi nella zona mesopelagica (tra i 200 e i mille metri di profondità) è bioluminescente, l’istituto utilizza dei fotometri sottomarini per misurare la distribuzione della luce e dunque la distribuzione delle specie, senza danneggiare le forme di vita. Tra gli strumenti utilizzati, anche videocamere fotosensibili, montate sui sommergibili o sugli aerei per riprendere gli oceani di notte a caccia di tracce di luce.