Federico Ferrazza, Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 7 novembre 2003
ènella città di Kaluga che vengono gettate le basi per la costruzione dei primi satelliti artificiali
ènella città di Kaluga che vengono gettate le basi per la costruzione dei primi satelliti artificiali. Nella località russa, infatti, viveva l’insegnante di matematica Konstantin E. Tsiolkovsky (1857-1935), il primo a concepire, nel 1903, in un articolo pubblicato sulla rivista ”The Science Review”, l’idea moderna di satellite artificiale. Passarono però più di 50 anni prima di vedere il primo satellite in orbita nello spazio. Il tempo necessario per realizzare un razzo vettore di dimensioni e caratteristiche adatte alla messa in orbita di satelliti. Così, il 4 ottobre del 1957, dalla base sovietica di Baikonur (Kazakhstan) partì il primo satellite della storia: lo Sputnik (in russo ”satellite artificiale”), termine coniato dallo stesso Tsiolkovsky. Con un diametro di 58 centimetri e un peso di 83,6 chili, lo Sputnik, una grossa sfera metallica con quattro antenne lunghe circa tre metri, fu lanciato per studiare l’atmosfera terrestre. Da allora sono stati mandati in orbita oltre 6.000 satelliti, soprattutto statunitensi e sovietici. Al 1959 risalgono il primo satellite militare Usa per la ricognizione (Discoverer) e il primo veicolo spaziale per la navigazione: il Transit, antenato dell’attuale Gps. Nel 1960 fu lanciato Echo, il primo satellite per le telecomunicazioni commerciali; nel 1962 furono possibili le prime dirette tv via satellite tra Europa e Usa. Il 1960 segna anche il battesimo dei satelliti più conosciuti, quelli meteorologici.