Guido Romeo Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 6 novembre 2003
I dati presentati all’ultimo Congresso nazionale dei docenti di odontoiatria hanno confermato che, malgrado l’applicazione delle più strette precauzioni, l’acqua spruzzata in bocca al paziente dagli strumenti del dentista (turbine, motori, siringhe dell’aria e dell’acqua), può trasmettere infezioni e sottoporsi alle cure del dentista significa anche correre il rischio di contrarre infezioni virali o batteriche dalle sue stesse attrezzature
I dati presentati all’ultimo Congresso nazionale dei docenti di odontoiatria hanno confermato che, malgrado l’applicazione delle più strette precauzioni, l’acqua spruzzata in bocca al paziente dagli strumenti del dentista (turbine, motori, siringhe dell’aria e dell’acqua), può trasmettere infezioni e sottoporsi alle cure del dentista significa anche correre il rischio di contrarre infezioni virali o batteriche dalle sue stesse attrezzature. Un problema tanto grave quanto subdolo, poiché il rischio d’infezione non sembra correlato alle capacità professionali dell’odontoiatra e il fenomeno è stato a lungo sottovalutato, sia che si trattasse di patologie come le infezioni da virus Hiv, responsabile dell’Aids, o Hcv, responsabile dell’epatite C, che di batteri come per l’epatite B. Una buona notizia arriva da Roma, dove il professor Giovanni Dolci, direttore della clinica odontoiatrica presso l’Università La Sapienza di Roma, e coordinatore di un gruppo di ricerca europeo finanziato dal Ministero dell’istruzione, ha messo a punto Autosteril, nuova metodologia in grado di distruggere completamente batteri e virus tramite una disinfezione sistematica dei condotti degli spray di una sala odontoiatrica. I risultati pubblicati su ”BMC oral health” hanno dimostrato che Autosteril, sviluppata con il sostegno della Castellini SpA di Bologna, utilizza molecole disinfettanti di ultima generazione e acqua sterile per bonificare da ogni microrganismo le condutture idriche dell’attrezzatura odontoiatrica.