Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 6 novembre 2003
BAGHDAD - A
pochi giorni dalla fine della guerra in Iraq, Jorg Fassbinder, del dipartimento bavarese di studi sui monumenti storici di Monaco, Germania, ha annunciato alla Bbc di aver finalmente trovato i resti della città babilonese di Uruk e forse anche l’ubicazione della tomba del suo mitico re Gilgamesh, vissuto circa nel 2700 a.C. La storia del tiranno che abbandona la sua città alla ricerca della saggezza è stata descritta in diversi racconti nel 2000 a.C. su tavolette d’argilla, e poi assemblati in un poema su 12 tavole di pietra in accadico, la più antica lingua semitica conosciuta.
Da molti anni l’area fra il Tigri e l’Eufrate è scandagliata da archeologi provenienti da ogni parte del mondo. Fassbinder e i suoi colleghi hanno però utilizzato una tecnica innovativa: analizzando le differenze di magnetizzazione del suolo hanno distinto i punti in cui sono sepolti mattoni di fango da quelli composti solo da sedimenti. I dati sono stati digitalizzati ottenendo una mappa della città che corrisponderebbe alla descrizione fatta nel libro più antico della storia. Sotto l’antico corso dell’Eufrate, potrebbe esserci la tomba di Gilgamesh.