Macchina del Tempo, giugno 2003 (n.6), 6 novembre 2003
STANFORD
Grazie a un gruppo di ricercatori italiani la lista delle particelle sub-atomiche, i costituenti ultimi della materia, si è arricchita di un nuovo elemento. La scoperta è stata fatta nell’ambito del progetto BaBar, sotto la guida del professor Marcello Giorgi dell’Università di Pisa, allo Stanford Linear Accelerator Center (Slac), California. I dati sono poi stati elaborati dai fisici dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).
La particella, chiamata Ds (2317), è un mesone formato dall’unione tra un quark ”charm” e un antiquark ”strange”. La sua esistenza non è una sorpresa, ma la massa, circa due volte e mezza quella del protone, risulta molto inferiore alle previsioni. Le ipotesi sono diverse: o il modello elaborato non riproduce la realtà e deve essere rivisto, oppure il nuovo corpuscolo è costituito da una combinazione di quark mai osservata finora, e probabilmente su questa ipotesi i fisici inizieranno presto a sbizzarrirsi.
www.infn.it e www.slac.stanford.edu