Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  novembre 05 Mercoledì calendario

«Thomas Lanier Williams, nato il 26 marzo 1911 in Mississippi, da un commesso viaggiatore di scarpe e dalla figlia di un reverendo episcopaliano, aveva avuto la sua dose di successo in vita: due premi Pulitzer, con Un tram che si chiama desiderio e La gatta sul tetto che scotta, e quattro Oscar con la versione cinematografica di Tram diretta da Elia Kazan e interpretata da Marlon Brando

«Thomas Lanier Williams, nato il 26 marzo 1911 in Mississippi, da un commesso viaggiatore di scarpe e dalla figlia di un reverendo episcopaliano, aveva avuto la sua dose di successo in vita: due premi Pulitzer, con Un tram che si chiama desiderio e La gatta sul tetto che scotta, e quattro Oscar con la versione cinematografica di Tram diretta da Elia Kazan e interpretata da Marlon Brando. Della sua vita privata, però, era stato raramente in controllo. Innamorato della sorella pazza Rose, poi fatta lobotomizzare dalla severa madre Edwina, alcolizzato al punto di finirci in ospedale, e omosessuale vergognoso, che dopo la sua prima relazione con un ragazzo, verso i trent’anni, scrisse a un amico: "Ora, quando compaio in pubblico, la gente fa rientrare i bambini in casa e fa uscire i cani". Dagli anni Sessanta in poi anche la sua fortuna letteraria era finita, al punto che nel 1977 aveva scritto un articolo sul New York Times in cui si definiva "il fantasma di uno scrittore. Un fantasma ancora visibile, eccessivamente solido di carne, e forse troppo ambulante". Sei anni dopo, infatti, sarebbe morto nell’Hotel Elysee di New York soffocato da una sbronza, anche se c’è chi sostiene che in realtà sia stato ucciso.»