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 2003  novembre 05 Mercoledì calendario

Ligeti Gyorgy

• Nato a Tirnsemi (Ungheria) il 28 maggio 1923, morto a Vienna (Austria) il 12 giugno 2006. Compositore. «[...] Uno dei pochi molto noti anche al grande pubblico, non foss’altro che per avere Kubrick usato numerosi brani di lui quali colonne sonore per tre delle sue pellicole più famose. [...] Nella complessità delle sue espressioni, la musica di Ligeti è eccezionalmente rappresentativa dei tempi attuali. Vi risuona un alto grado di razionalità e meccanicismo, un uso quantomai avvertito della tecnologia, un rapporto proficuo con il passato - quello remoto dei fiamminghi non meno di quello prossimo di Bartók e dell’’umanista” Kurtág - e un profluvio d’originalità e invenzione che giustifica ed esalta il tutto. Ciò spiega la vivace partecipazione del pubblico alle manifestazioni finora avvenute, fossero le video-proiezioni, gli incontri, le conferenze o soprattutto i concerti (con orchestra, ensemble o formazioni vocali e/o strumentali da camera). E il grande successo» (Enrico Girardi, ”Corriere della Sera” 5/11/2003). «Lui era il figlio incapace. Suo fratello suonava il violino e aveva pure l’orecchio assoluto. Lui no: non voleva dormire con la nonna e allora, alcol e fuoco, faceva esplodere una bottiglia. Ma l’incomprensibile ordine di lavarsi i denti tutte le sere lo sopportava solo grazie a melodie segrete. Le componeva direttamente nella sua testa, suonandole come se dentro ci fosse un’intera orchestra. Però era innamorato pazzo della chimica, mica della musica. Così, si deve alla struttura della clorofilla se il figlio dei signori ”Boschetto” - traduzione infelice e ungarizzata di Auer, cognome tedesco di famiglia ebrea - è diventato György Ligeti. Quella formula, chissà come, lo prese per mano. E lo accompagnò nel territorio sconosciuto dei suoni complessi. Il resto è secondo Novecento, musica contemporanea d’avanguardia. Se non il miglior compositore al mondo, sicuramente il meno scottato dalla luce vanitosa dei riflettori e il più ribelle alla penna curiosa dei critici. Sì, si sa che come il conte Dracula è nato in Transilvania (28 maggio 1923). Ma non che per attirare l’attenzione della madre oculista si sedeva in sala d’attesa sperando di farsi ricevere come paziente. [...] fuggì dall’Ungheria dopo l’insurrezione del ’56. Ma non che per i colleghi del conservatorio di Budapest era una spia perché a 27 anni si poteva insegnare composizione solo passando dal Kgb. E cosa faceva un vero talento in un’epoca di orrore e guerra? Lavoro coatto nell’esercito: nel ’44 scavava trincee, trasportava munizioni e con una licenza taroccata riusciva a salutare per l’ultima volta i suoi genitori. Loro deportati, il fratello morto nel campo di Mauthausen, lui senza famiglia. Si cita spesso Stanley Kubrick, in tandem al magiaro. Ha voluto la sua musica per 2001: Odissea nello spazio, Shining e Eyes Wide Shut. Ma non si dice mai che nel primo dei tre film il regista usò Requiem, Lux aeterna e Atmosphères senza chiedere l’autorizzazione. [...] a 44 anni era ancora un genio precario perché la sua casa editrice preferiva pagarlo ”a brano”. [...]» (Elsa Muschella, ”Corriere della Sera” 7/11/2004).