ཿla Repubblica 5/11/2003; Fabio Albanese, "La Stampa" 5/11/2003;, 5 novembre 2003
L´intervento a gamba tesa supera i i limiti di ”lealtà sportiva” ed è perciò un reato penale: lo ha stabilito la Quarta sezione penale della Cassazione condannando a una multa di 300 euro (lesioni colpose) un Francesco C
L´intervento a gamba tesa supera i i limiti di ”lealtà sportiva” ed è perciò un reato penale: lo ha stabilito la Quarta sezione penale della Cassazione condannando a una multa di 300 euro (lesioni colpose) un Francesco C. colpevole di aver fratturato la mandibola di un avversario con un intervento a gamba tesa (a Enna il 26 dicembre del 1995). Ha fatto giurisprudenza anche un caso in terza categoria: il Tribunale civile di Firenze condannò un calciatore a pagare un risarcimento di 48 milioni di lire per avere fratturato una gamba ad un avversario. Sergio Campana, presidente dell´Aic: "Capirei se fossimo di fronte a un comportamento assolutamente fuori legge e contro natura; per esempio, a una ginocchiata data da un pugile in un incontro di boxe. Nal nostro sport, in compenso, di tackle a gamba tesa ce ne sono tanti. La linea di confine resta molto labile, dipende dalla discrezionalità del giudice. A ogni modo, trovo abbastanza sorprendente che si giudichi un’entrata del genere al di fuori di quello che può succedere nel calcio". Franco Liguori, la cui promettente carriera fu conclusa da un duro intervento di Romeo Benetti ("un fallo da ergastolo"): "Se avessi fatto l´impiegato di banca non mi sarebbe successo quello che purtroppo mi è capitato. Ma da qui a condannare penalmente un giocatore ce ne corre... magari se uno è recidivo...".