Simone De Clementi Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 4 novembre 2003
«Quando sono in mare preferisco fare sonni molto frequenti e molto brevi, anche di soli cinque minuti
«Quando sono in mare preferisco fare sonni molto frequenti e molto brevi, anche di soli cinque minuti. Così, mi succede spesso di fare lo stesso anche quando sono a casa: mi capita di addormentarmi un po’ dappertutto, anche in taxi, e sfrutto ogni occasione per riposare», spiega Giovanni Soldini, che ha gareggiato in molte regate in solitario anche intorno al mondo. «Durante le competizioni in solitario devo dormire il meno possibile, stando però molto attento a non stressarmi e a mantenermi lucido ed efficiente perché con queste barche non ti puoi permettere alcuna limitazione. Sui monoscafi, per esempio, il pericolo lo avverti dal rumore della barca. Su un multiscafo nel momento del pericolo c’è il silenzio totale perché la barca si alza in aria. importante imparare a reagire al contrario. Ho lavorato con medici che mi hanno monitorato per capire come dormire e quanto dormire, ma durante un giro del mondo, tra i primi dieci concorrenti nessuno dorme più di cinque ore al giorno, e in condizioni particolari non è raro scendere fino a quattro ore di sonno».