Simone De Clementi Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 4 novembre 2003
«Io ho sofferto per molti anni d’insonnia» rivela Enrico Ruggeri, che anni fa incise la famosa canzone ”Il portiere di notte”, «ma adesso sono in via di guarigione
«Io ho sofferto per molti anni d’insonnia» rivela Enrico Ruggeri, che anni fa incise la famosa canzone ”Il portiere di notte”, «ma adesso sono in via di guarigione. Ho imparato che il miglior rimedio contro l’insonnia è non farsi prendere dal panico: a me è molto utile leggere, mentre amo troppo la musica per rilassarmi quando la ascolto. Spesso le notti insonni possono diventare importanti momenti creativi». Ma come definirebbe il suo sonno il cantautore milanese? «Beh, dipende da quello che ho fatto durante la giornata e da quello che devo fare l’indomani: quindi spesso è agitato, e mi capita di frequente di svegliarmi con la consapevolezza di aver sognato. Purtroppo però non riesco quasi mai ad afferrare il filo del sogno». «Al di là dei singoli problemi» conclude Ruggeri «noto comunque che in Occidente si mangia troppo, e il ritmo della vita è spesso talmente frenetico che si cade vittima dell’ansia per la rincorsa al superfluo».