Renato Palazzi, "Il Sole-24 Ore" 2/11/2003, pag. 43., 2 novembre 2003
"Jardineria umana", opera teatrale dell’argentino (trapiantato in Spagna) Rodrigo Garcìa: i personaggi ruttano, sputano, si rotolano nel vomito in un accenno di coreografia alla Pina Bausch
"Jardineria umana", opera teatrale dell’argentino (trapiantato in Spagna) Rodrigo Garcìa: i personaggi ruttano, sputano, si rotolano nel vomito in un accenno di coreografia alla Pina Bausch. Una scena è costruita attorno ad alcune bacinelle piene d’acqua: gli attori si stringono le mani e se le lavano; due ragazze si baciano e si affrettano a lavarsi la bocca; una ragazza tocca il membro nudo a un uomo, poi corre a lavarsi la mano, mentre l’uomo a sua volta si lava il membro. Un’altra scena si svolge fra due tavoli: sul primo gli attori depongono ciò che hanno in tasca, telefonini, portafogli, pacchetti di sigarette; sull’altro mettono ciò che sono: peli del pube, escrezioni genitali, muco, «l’abbondante orina emessa lì davanti a tutti da un’attrice». Nel frattempo, scorre un video sulla Pietà michelangiolesca che mostra al posto del Cristo morto una modella di Chanel, un arbitro, un trainer da palestra. Infine, vengono evocati gli squilibri della Terra con partite in cui i Pesi ricchi segnano gol che sono piatti di spaghetti da inghiottire, e su ogni piatto viene steso uno strato di calce con sopra cocci di bottiglia.