Guido Romeo Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 4 novembre 2003
Passano gli anni, migliora il carattere C’è una speranza anche per i più burberi e scontrosi. Con l’avanzare dell’età si accentuerebbero infatti affabilità, coscienziosità, apertura alle esperienze ed estroversione, mentre si ridurrebbe il nevroticismo secondo un’indagine condotta su 132mila volontari tra i 21 e i 60 anni da parte di Sanjay Srivastava e Oliver P
Passano gli anni, migliora il carattere C’è una speranza anche per i più burberi e scontrosi. Con l’avanzare dell’età si accentuerebbero infatti affabilità, coscienziosità, apertura alle esperienze ed estroversione, mentre si ridurrebbe il nevroticismo secondo un’indagine condotta su 132mila volontari tra i 21 e i 60 anni da parte di Sanjay Srivastava e Oliver P. John, ricercatori presso l’Unversità di Berkeley, in Calfornia. I risultati, presentati nel ”Journal of personality and social psychology”, fanno parte di quella che i due americani hanno battezzato la ”plaster theory”, che si potrebbe tradurre come ”teoria dell’ingessatura” poiché i tratti e le inclinazioni più importanti del carattere di ogni individuo si formerebbero nell’adolescenza per poi subire aggiustamenti minimi tra i 30 e i 60 anni. «Alcuni tratti sfuggono all’ingessatura», ha spiegato Srivastava, «l’affabilità per esempio cresce significativamente tra i 32 e i 60 anni, soprattutto nelle donne». Oltre al suo interesse per la comprensione del comportamento la ricerca californiana interessa anche il campo della neurologia perché confermerebbe ciò che altri ricercatori si sforzano di dimostrare: il nostro cervello non rimane sempre uguale a se stesso una volta completata la fase dello sviluppo, ma mantiene una parte di plasticità.