Patrizia Longo Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 4 novembre 2003
Separazioni e divorzi sono progressivamente aumentati in Italia tra il 1995 e il 2000. L’ultimo anno registrato dall’Istat ha segnato un aumento del 10,9% per le separazioni e del 9,4% per i divorzi rispetto al 1999 e del 37,5% e del 39% rispetto al 1995
Separazioni e divorzi sono progressivamente aumentati in Italia tra il 1995 e il 2000. L’ultimo anno registrato dall’Istat ha segnato un aumento del 10,9% per le separazioni e del 9,4% per i divorzi rispetto al 1999 e del 37,5% e del 39% rispetto al 1995. importante però segnalare che i procedimenti di separazione e divorzio a cui si fa riferimento sono quelli conclusi dal punto di vista giudiziario, il cui numero è inferiore a quello complessivo delle istanze pervenute ai tribunali nel 2000: 99.540 domande di separazione (63.627 iscritte come consensuali e 36.373 come giudiziali) e 48.451 richieste di divorzio (30.438 come ricorso congiunto e 18.013 come giudiziali). La separazione consensuale è la tipologia più frequente: nel 2000 si è concluso in questo modo l’86,4% dei casi, mentre il restante 13,6% avviene per contenzioso. La scelta del tipo di procedimento è condizionata anche dalla diversità della durata e dei costi: se consensuale il procedimento si esaurisce in 135 giorni, mentre se la pratica è contenziosa occorrono 1.085 giorni per una sentenza di separazione e 631 per quella di divorzio. L’unica buona notizia è il confronto con l’Europa: secondo l’Eurostat gli italiani e gli irlandesi sono quelli che divorziano meno (0,7 casi ogni 1000 abitanti), mentre i più pronti a dire addio sono belgi e finlandesi (2,7 casi su 1000 abitanti).