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 2003  novembre 04 Martedì calendario

Appena il 5% di tutti i delitti commessi ogni anno in Italia è ascrivibile a infermi mentali, ma è vero che a diversi tipi di patologie corrispondono differenti modalità o interpretazioni della pulsione omicida

Appena il 5% di tutti i delitti commessi ogni anno in Italia è ascrivibile a infermi mentali, ma è vero che a diversi tipi di patologie corrispondono differenti modalità o interpretazioni della pulsione omicida. Ecco come li classifica Carl P. Malmquist, nel suo ”Omicidio. Una prospettiva psichiatrica dinamica e relazionale”(21,69 euro, CSE). PERSONALIT ANTISOCIALE: rifiuta ogni regola formale e di convivenza sociale. Il soggetto, violento e intollerante, è in grado di calpestare o eliminare gli altri per ottenere ciò che vuole. PERSONALIT BORDERLINE: a questa diagnosi si associa comportamento autodistruttivo con pericolo per gli altri, sintomatologia depressiva, impulsività. PERSONALIT DIPENDENTE: la paura di perdere un affetto può ingenerare ansie tali da portare all’eliminazione dell’altra persona. Viceversa un omicidio-suicidio può essere il sistema usato per rendere eterna una relazione esaurita. DEPRESSO: può manifestare tendenze suicide e ricorrere all’omicidio nell’ottica di un suicidio allargato con cui intende salvare i suoi congiunti da un futuro cupo portandoli con sé nell’aldilà o nel nulla. PERSONALIT NARCISISTA: un ego narcisista ferito o offeso può generare una rabbia esplosiva o un sottile e crescente desiderio di vendetta. MASOCHISTA E VITTIMISTA: umiliazioni ripetute o comportamenti autofrustranti possono generare una condizione sottomessa e far esplodere l’aggressività repressa in un atto violento. PERSONALIT PARANOICA: per il soggetto tutto ciò che accade ha un senso specifico generando paura, complottismo, senso di persecuzione. La necessità di difendersi o di vendicarsi può arrivare all’omicidio. SCHIZOFRENICO: sono i casi più gravidi d’incognite e gli studi oscillano tra l’8 e il 45% di possibilità che uno di questi soggetti diventi violento. La predittività di questi comportamenti è difficilmente individuabile a priori.