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 2003  novembre 04 Martedì calendario

è possibile capire la personalità di chi ha compiuto un omicidio senza averlo mai incontrato? Non è certo una scienza esatta, ma il ”criminal profiling” ci prova

è possibile capire la personalità di chi ha compiuto un omicidio senza averlo mai incontrato? Non è certo una scienza esatta, ma il ”criminal profiling” ci prova. Il maggiore specialista italiano in materia è Massimo Picozzi, 46 anni, lo psichiatra criminologo che è stato perito o consulente nei maggiori casi di omicidio, dal caso di Cogne a Erika e Omar e Ruggero Jucker. «In Italia siamo agli esordi», spiega Picozzi, «alcuni tentativi di profilo psicologico sono stati fatti con il nostro Unabomber, che ha più volte colpito con ordigni esplosivi nel Nord est. Il profilo è utile per restringere il numero dei sospetti perché può dare informazioni su stato civile, età, razza, sesso, abitudini di vita, tipo di occupazione». Complementare al criminal profiling è la vittimologia, che studia la relazione tra la vittima e il delitto. Per Ferrando Mantovani, professore di criminologia presso l’Università di Firenze, «esistono vittime accidentali, che non hanno un rapporto con l’aggressore, e vittime infungibili, collegabili all’aggressore da un preciso rapporto. Su questo si sono sviluppate le due leggi fondamentali della vittimologia». Prima legge: più stretto il rapporto, più probabile il crimine. Seconda legge: minore è il rapporto, più l’assassino è socialmente pericoloso.