Fabio Sclosa Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 4 novembre 2003
Per oltre 50 anni è stato ritenuto il volto del re Maya Pacal, vissuto nel settimo secolo d.C. e passato alla storia della fantarcheologia a causa di un bassorilievo che lo ritraeva in una sorta di astronave spaziale (in realtà, le fauci di un mostro immaginario)
Per oltre 50 anni è stato ritenuto il volto del re Maya Pacal, vissuto nel settimo secolo d.C. e passato alla storia della fantarcheologia a causa di un bassorilievo che lo ritraeva in una sorta di astronave spaziale (in realtà, le fauci di un mostro immaginario). Ora, grazie a una paziente opera di ricostruzione, le 200 tessere di giada che compongono la maschera funeraria del sovrano (nella foto) sono state riordinate, restituendo le sue fattezze originali. Quando fu scoperto il suo sarcofago a Palenque, nel 1952, dall’archeologo messicano Alberto Ruz, le tessere del mosaico si erano staccate e furono ricomposte in maniera sommaria. Oggi, in seguito a lavori di restauro sulla maschera, i tasselli sono stati ricostruiti: formavano un complicato puzzle.