(Lucia Marani, ཿla Repubblica 30/9/2003, ཿAnsa 29/9/2003), 30 settembre 2003
Venti metri prima di arrivare all’altare della chiesa pentecostale di Sibiu (Transilvania), Ana Maria, 12 anni, figlia del re dei Rom romeni Florin Cioaba, ha raccolto i lembi del lungo abito da 4 mila dollari ed è scappata via, la tiara di diamanti traballando sulla testa, la marcia nuziale già iniziata, immobili i quattrocento invitati, gelato lo sposo
Venti metri prima di arrivare all’altare della chiesa pentecostale di Sibiu (Transilvania), Ana Maria, 12 anni, figlia del re dei Rom romeni Florin Cioaba, ha raccolto i lembi del lungo abito da 4 mila dollari ed è scappata via, la tiara di diamanti traballando sulla testa, la marcia nuziale già iniziata, immobili i quattrocento invitati, gelato lo sposo. Il padre l’ha velocemente raggiunta nel portone in cui s’era rifugiata e, dopo 15 minuti di minacce, l’ha riportata in chiesa, da Birita Mihai, alto, magro, 15 anni, suo promesso da 7. Oltre a una dote composta da 500 monete d’oro, un’automobile di lusso e una casa, suo padre ha offerto un banchetto con 300 bottiglie di vino, 150 di whisky, 50 maiali e 10 mila sarmale, involtini di foglia di vite e cavolo. Il portavoce del re: "Ana Maria era solo molto emozionata: per questo era triste. D’altra parte era il giorno più bello della sua vita".