Paola Andena Macchina del Tempo, luglio 2003 (n.7), 3 novembre 2003
Sono tra le più conosciute creazioni di Leonardo. Le armi da guerra, le balestre, i cannoni, addirittura i carri armati sono stati considerati come una dimostrazione che Leonardo amasse la guerra, fosse in fondo un guerrafondaio
Sono tra le più conosciute creazioni di Leonardo. Le armi da guerra, le balestre, i cannoni, addirittura i carri armati sono stati considerati come una dimostrazione che Leonardo amasse la guerra, fosse in fondo un guerrafondaio. Del resto non va dimenticato che nel 1502 Leonardo è al servizio di Cesare Borgia proprio con l’incarico di ingegnere militare. «Niente di più sbagliato», afferma Giancarlo Genta, docente di Progettazione e Costruzione di Macchine presso il Politecnico di Torino. «I tempi di Leonardo sono stati ricchi di guerre, scaramucce e battaglie, e le macchine da guerra erano ovviamente indispensabili. Leonardo era un uomo del suo tempo, e progettava quello che il momento richiedeva. Si inseriva quindi in una tradizione diffusissima al tempo, sulle orme di Francesco di Giorgio Martini, uno dei più importanti architetti militari di allora, del Taccola e del Valturio. Anche i potenti di allora erano uomini pratici, spesso privi di idee, e gli architetti e gli inventori si presentavano a corte con brillanti disegni e fantasiose macchine». «Tra queste, certamente le macchine disegnate da Leonardo stupiscono per inventiva e fantasia, ma paradossalmente questo era il loro più grande difetto. Si dice che Leonardo sia stato un precursore, ma questo significa che fu troppo avanti rispetto al suo tempo. Gli strumenti, i materiali e le tecniche non permettevano infatti la costruzione di quelle macchine mirabili. A parte ferro e bronzo, già disponibili in quantità ridotte, non esistevano metalli utilizzabili per la creazione delle macchine. Tutto quello che Leonardo aveva a disposizione erano legno, cuoio e corde. Ecco, credo che se si potesse trovare un difetto nelle macchine di Leonardo è proprio il fatto che i materiali del tempo erano assolutamente inadatti per la realizzazione delle macchine stesse». E infatti abbiamo dovuto aspettare 500 anni anche per vedere realizzato un telaio meccanico progettato da Leonardo tre secoli prima che macchine simili comparissero, in Inghilterra. Il Museo della Scienza e della Tecnologia ”Leonardo da Vinci” di Milano lo ha ricostruito sulla base dei disegni originali. I movimenti del tessitore sono sostituiti da ingranaggi meccanici e totalmente automatici, azionati tutti da una sola manovella. Leonardo era molto fiero del proprio prodotto, tanto da ritenerlo superiore alla stampa a caratteri mobili, inventata qualche decennio prima. I disegni originali sono del 1495, quando Leonardo era a Milano, e sono presenti nel Codice Atlantico. Lo studio per la ricostruzione è cominciato nel 2001.