3 novembre 2003
Tags : Jim. Caviezel
Caviezel Jim
• Nato a Mont Vernoun (Stati Uniti) il 26 settembre 1968. Attore. «Alto un metro e 85, occhi blu, capelli neri, lineamenti delicati. [...] Carriera molto particolare [...] devotissimo cattolico: messa ogni mattina con moglie e i tre figli. Sposato da sempre alla sua compagna di scuola Kerry, vive dove è nato, a Mount Vernon, non lontano da Seattle, nelle brume dello Stato di Washington. Mai una festa, mai un party, nessun servizio fotografico con la famiglia. ”Ho sposato Kerry perché sapevo che ama Dio forse anche più di quanto ami me”. [...] Spiega di scegliere i film sempre e solo in nome dei valori che per lui contano: amore, fiducia, amicizia e spiritualità. E confessa di essere diventato attore ”per rispondere alla chiamata divina”. Sempre per motivi religiosi, è assolutamente contrario a girare scene scabrose. Dopo La sottile linea rossa di Terrence Malick, Jim è rimasto fermo a lungo ”perché non volevo recitare in film sciocchi e basati su una violenza senza precise motivazioni”. Amante della poesia (ha sempre un libro tra le mani, il rosario in tasca), sensibile, riservatissimo, quando è venuto più volte a Roma per le campagne promozionali dei suoi film e i colleghi andavano per discoteche, Caviezel alle otto di sera era già a dormire, e all’alba andava a messa» (’Corriere della Sera” 3/11/2003). «Sognavo di diventare un campione di basket, certo mai avrei pensato un giorno di interpretare Gesù... ». Interprete di The Passion of the Christ, contestatissimo film di Mel Gibson, ha incontrato il Papa: «Ero emozionatissimo. Gli ho detto: ’Io credo che Gesù Cristo fosse italiano’. ’Perché mai, forse era polacco!’, ha risposto. ’Ma no - ho detto io, come se parlassi a un amico - Io ho poco più di 33 anni, come Cristo, e sono americano. Ma Gesù, come tanti giovani italiani, a trent’anni stava ancora con la famiglia, si circondava di amici-discepoli, aveva nella mamma, Maria, il punto fermo’. Il Pontefice, ripetendo una battuta del film che gli avevo recitato, della scena dei ladroni in croce, alla fine mi ha bisbigliato: ’Ricordati di me... ci vedremo in Paradiso’. Quell’incontro mi ha reso molto forte» (Giovanna Grassi, ”Corriere della Sera” 14/2/2004).