Varie, 30 ottobre 2003
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Woodbridge Todd
• Sydney (Australia) 2 aprile 1971. Tennista. Specialista del doppio. «Erede della grande tradizione australiana della specialità, passerà alla storia insieme ai due compagni più affezionati (il connazionale Mark Woodforde e lo svedese Thomas Bjorkman) [...] ma non sarà mai considerato il più forte doppista di tutti i tempi. Semmai rimarrà nella memoria come il più dedicato, visto che il suo curriculum di singolarista si è fermato ai due tornei vinti a Coral Springs ”95 e ad Adelaide ”97, e alle 7 finali, l’ultima a Memphis ”97. E gli acuti si contano sulle dita di una mano, a partire dall’89, quand’è stato il primo a battere Sampras a Wimbledon. Colpa sua, sostengono i critici imputandogli poca cattiveria, poco spirito di sacrificio, poco coraggio in quel suo servizio- volée leggerino, espressione dei suoi 177 centimetri per 75 chili, ma sicuramente piacevole, in questo tennis troppo omogeneo. [...] Eterna faccia da ragazzino, il ciuffo ribelle, il sorrisetto dolce e la vocetta fessa, non ha mai esaltato. E rimarrà anche il simbolo di un principio ribadito dal successo di McEnroe e Stich nella storica finale di Wimbledon ”92 disputata di lunedì, e da tante finali di coppaDavis perse dagli specialisti, soprattutto Usa: una coppia di buoni singolaristi è spesso più forte, come tennis e personalità, di un’ottima coppia di doppisti classici. Perché il doppio è specialità in disuso, anche se questa verità cozza con la maggioranza dei circoli tennistici, in Italia come all’estero, dove la specialità più praticata è proprio il doppio. O forse è il poster della realtà, visto che i protagonisti dei ”doppietti” sono sistematicamente over 40, e quindi non agonisti. Mentre chi vuol diventare ”forte forte” si dedica sin da giovanissimo al singolare, per poi semmai affinare servizio- risposta e volée in qualche doppio, dove non rischia punti Atp» (Vincenzo Martucci, ”La Gazzetta dello Sport” 30/10/2003).