Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  ottobre 30 Giovedì calendario

DUNCAN

DUNCAN SMITH Iain Edimburgo (Gran Bretagna) 9 aprile 1954. Politico. Leader conservatore dal settembre 2001 all’ottobre 2003. Dal maggio 2010 ministro del Lavoro e delle Pensioni • «[...] cattolico sociale di destra [...] un social conservative fatto e finito [...]» (’Il Foglio” 13/5/2010) • «Dopo la seconda disfatta elettorale dei Tory a opera del New Labour, avrebbe dovuto correggere una certa percezione generale che il suo fosse ”il partito dei cattivi”, o degli irrilevanti, o degli incompetenti. Un lavoraccio, insomma. Invece la sua leadership si è incagliata quasi subito nel suo stesso passato politico di euroscettico duro e ribelle, che tra il 1992 e il 1993 aveva provocato tanti guai allo stesso governo conservatore sull’Europa. Molti deputati non gli avevano mai perdonato di aver destabilizzato l’allora premier John Major nel suo momento più delicato: Duncan Smith era stato uno di quei Tory che avevano contribuito a fare ostruzionismo sul trattato di Maastricht, contro il proprio stesso governo. Eletto grazie all’appoggio degli euroscettici più incalliti, Duncan Smith aveva poi cercato di guadagnarsi l’appoggio del centro del partito, ma non è riuscito a guadagnarsi la fiducia dei modernizzatori e nel contempo ha eroso la sua stessa base a destra. Una serie di nomine mal riuscite all’interno del partito ha contribuito al malanimo contro di lui. [...] Un autorevole commentatore, Max Hastings, già direttore del filo-conservatore ”Daily Telegraph” e dell’«Evening Standard», ha detto: ”Iain Duncan Smith è stato una delle peggiori barzellette dei Tory”» (’La Stampa 30/10/2003).