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 2003  ottobre 30 Giovedì calendario

"Se nelle nostre giovanili nasce un campioncino, noi sappiamo che Moggi o chi per lui ci ha già messo le mani sopra; se fermiamo una grande giocando in undici in difesa (una lotta impari ed eroica) la sera stessa la tv dirà che siamo scarponi e il giorno dopo ci toccherà leggere che ”uccidiamo il bel calcio”; se ridiamo motivazioni a un giocatore che per anni ha fatto panchina a San Siro, sappiamo che quelle motivazioni torneranno al mittente

"Se nelle nostre giovanili nasce un campioncino, noi sappiamo che Moggi o chi per lui ci ha già messo le mani sopra; se fermiamo una grande giocando in undici in difesa (una lotta impari ed eroica) la sera stessa la tv dirà che siamo scarponi e il giorno dopo ci toccherà leggere che ”uccidiamo il bel calcio”; se ridiamo motivazioni a un giocatore che per anni ha fatto panchina a San Siro, sappiamo che quelle motivazioni torneranno al mittente. Insomma il nostro destino, dopo l’avvento delle pay- tv, dopo la sciagurata legge Bosman sullo svincolo dei calciatori, dopo l’ingresso in scena dei procuratori e delle società che gestiscono l’immagine, è quello di sparring partner, di comparse, di figuranti. Esistiamo perché gli altri facciano bella figura, perché i calciatori ricchi siano ancora più ricchi, perché strapazzandoci, le grandi si allenino per i tornei internazionali. Guai a dare fastidio, guai a fare un’entrata in stile vecchio Padova targato Nereo Rocco! Noi tifosi del Lecce, dell’Empoli, dell’Ancona, del Perugia, del Bologna, del Brescia, della Sampdoria, della Reggina, dell’Udinese dobbiamo solo accontentarci: di salvarci dalla B a fine stagione, di una partecipazione in una desolata tv locale, di vedere le cinque regine degnarsi di venire a giocare contro di noi. Altro che turn over, non conosciamo solo il turn down, l’abbassare le pretese, il ripiegare, il limitarsi. Noi siamo l’altra parte del calcio, quella che non si vede più. Siamo minoranza. Siamo in via d’estinzione, sappiatelo" (Aldo Grasso).