Varie, 29 ottobre 2003
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PINK (Alecia Moore) Doylestown (Stati Uniti) 8 settembre 1979. Cantante • «Grintosissima e biondissima cantante poprock americana
PINK (Alecia Moore) Doylestown (Stati Uniti) 8 settembre 1979. Cantante • «Grintosissima e biondissima cantante poprock americana. [...] Di rosa non ha proprio nulla, nemmeno la carnagione, resa particolarmente ambrata dal sole delle latitudini marine. Cresta bionda altissima [...] fondo schiena generoso. [...] Il look è di quelli per non passare inosservati, ma lei dice: “Mi vesto sempre in maniera un po’ eccentrica. Anzi, adesso mi sono ammorbidita”.. [...] Ha vissuto molto a Philadelphia ma adesso sta a Los Angeles. Come fa una donna energetica dell’East Coast a vivere in una città addormentata come quella? “E’ vero. E’ un pò difficile ma quando sto a Los Angeles non esco quasi mai di casa e non vivo l’Hollywood-life. Diciamo che sto lì a riposarmi e quindi quello che c’è fuori non mi interessa”. [...] La sua famiglia è molto arrabbiata con lei perchè nei testi delle sue canzoni li attacca e scrive troppe cose vere sul privato che la gente non dovrebbe sapere. “Dopo Missundaztood i miei genitori fanno fatica a parlarmi perché sono molto arrabbiati. Sono sempre stata molto sincera e nelle canzoni racconto cose vere. Spero che un giorno capiranno. [...] Mi stufo presto delle cose e di quello che faccio”» (Luca Dondoni, “La Stampa” 29/10/2003) • «Di certo il successo se l’è sudato, chiusa in un corpo carino ma pienotto e con quella consapevolezza di sé che si paga, come quando a scuola le amiche invidiose attaccarono le pagine del suo diario a un armadietto, rubandole anche la privacy dei suoi 14 anni. [...] A 14 anni Alecia era già ribelle: con alcune compagne fonda un gruppo rap, School of Thoughts. La musica è già un rifugio dall’infelicità, come lo sarà anche il palco del Club Fever, sempre a Philadelphia, il venerdì sera. Fino a farsi notare da un discografico, che la metterà in un gruppo, Basic Instinct, destinato a breve vita e ancora minor successo. Ma Pink, che intanto lavora come cameriera in un Pizza hut, poi in un Mc Donald’s e infine a una pompa di benzina, è già più di un progetto: nel 1998 registra il primo singolo, Don’t stop; nel 2000, a 21 anni, arriva il primo album, Can’t take me home. Idee chiare: “Ho deciso a 15 anni che non avrei cantato canzoni d’amore senza significato. Il mio disco parla delle mie esperienze, anche se mi imbarazzano”. Il primo single, There you go, entra subito nella top ten americana, e lei diventa esordiente dell’anno per Mtv. Poi verranno la rivalità con Britney Spears e le dichiarazioni d’amore sempre più chiare per Madonna (“Da piccola credevo fosse mia madre”) come vero archetipo di tutte le cattive ragazze del pop. Proprio come Pink, incapace di essere soddisfatta: dopo il successo del primo album telefona a Linda Perry, minacciandola: “Se non mi richiami, diventerò il tuo tormento”. E l’autrice la richiamò: “Sei una pazza, fai un salto da me”. Il successo del secondo album marca il salto di qualità con cui Pink è riuscita a emergere dalla massa delle belline e bravine. Con singoli come Get the party started o Family Portrait (sulla separazione dei genitori: “Mia madre ha pianto quando l’ha ascoltata e io mi sono sentita come nuda di fronte alla gente”), ha vinto premi su premi, ha trovato un fidanzato motociclista e ha acquistato persino autorevolezza. “Smettetela di fare pubblicità alle pellicce”, ha chiesto alla rivista “Vogue”; “Se non vai più alla caccia alla volpe, verrò a cantare al tuo compleanno”, ha promesso al principe William. Da timida congenita (si chiama Pink perché quando si imbarazzava da piccola diventava tutta rosa in faccia) è diventata sfacciata persino nello scegliere il nome del suo cagnolino: Fucker. [...]» (Gabriele isman, “L’Espresso” 2/10/2003).