Enrico Pedemonte, "L’espresso" 23/10/2003, pagina 147., 23 ottobre 2003
Sthephen Jay Gould, solito definirsi «una macchina per produrre saggi», ne scrisse oltre 300 per la "Natural History Review", uno al mese dal gennaio 197 al 2001
Sthephen Jay Gould, solito definirsi «una macchina per produrre saggi», ne scrisse oltre 300 per la "Natural History Review", uno al mese dal gennaio 197 al 2001. Scrisse anche dieci libri, tutti con vecchie macchine da scrivere a carrello rifiutandosi di usare il computer. Non aveva bisogno del tasto per cancellare, né il "taglia e incolla". Come raccontava al suo amico e collega Niles Eldredge, una volta che si era chiarito quello che voleva scrivere, tutto gli scendeva dall’alto con chiarezza, «come le tavole della legge».