Paolo Di Canio, L’Autobiografia, Libreria dello Sport 2001; pag. 19;, 28 ottobre 2003
Paolo Di Canio racconta di aver cominciato a giocare su un campetto di cemento lungo 50 piedi e largo 20 sul quale le donne del quarticciolo stendevano i panni: "C’erano tutti i tipi di ostacoli: gradini, cunette, dossi, pericolosi cespugli che sporgevano dal cemento
Paolo Di Canio racconta di aver cominciato a giocare su un campetto di cemento lungo 50 piedi e largo 20 sul quale le donne del quarticciolo stendevano i panni: "C’erano tutti i tipi di ostacoli: gradini, cunette, dossi, pericolosi cespugli che sporgevano dal cemento. Senza parlare delle stesse aste per stendere il bucato. Eravamo piccoli, e potevamo tranquillamente giocare sotto di loro, ma, di tanto in tanto, poteva esserci un’asta che sporgeva in basso, o perché era uscita dai binari o perché qualche ragazzo più grande aveva deciso di abbatterla. Quello sarebbe diventato l’ultimo affronto, una vera offesa perpetrata per movimentare le nostre maratone di giochi. Più volte ho visto qualcuno saltare ed arrivare vicino alla decapitazione".