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 2003  ottobre 27 Lunedì calendario

Con un taglio netto gli recidono la pinna dorsale e poi lo gettano ancora vivo in mare, dove è destinato a morire dissanguato

Con un taglio netto gli recidono la pinna dorsale e poi lo gettano ancora vivo in mare, dove è destinato a morire dissanguato. Lo squalo, negli ultimi anni, si sta trasformando da predatore in preda. Cacciato intenzionalmente o pescato per sbaglio insieme a tonni e pesci spada, questo animale è spesso ucciso solo per la sua pinna, richiesta soprattutto dai mercati asiatici e utilizzata per preparare speciali zuppe e medicine tradizionali. La carne, invece, opportunamente trattata, ricca di nutrienti, si trova anche nei supermercati europei e americani. L’olio del fegato, poi, finisce in abbronzanti, unguenti e prodotti cosmetici. Secondo un recente studio pubblicato sulla rivista ”Science”, negli ultimi 15 anni le principali specie di squalo dell’Atlantico hanno subito una diminuzione di almeno il 50%. Alcune specie sono addirittura vicine al collasso, come lo squalo tigre e lo squalo bianco (vedi tavola sotto). Lo squalo martello rischia ormai l’estinzione anche a causa del suo basso tasso di riproduzione. I dati, raccolti dai ricercatori della Dalhousie University, Halifax, Canada, guidati dalla biologa Julia Baum, trovano riscontro in un’altra indagine condotta dall’associazione scientifica Wildlife Conservation Society direttamente nei mercati di pesce di Hong Kong, i più importanti nel settore del commercio di pinne. I ricercatori della Wildlife ritengono che la situazione sia ancora più grave di quanto valutato da organizzazioni internazionali come la Fao, secondo la quale tra il 1985 e il 1994 l’esportazione di carne di squalo fresca sarebbe più che raddoppiata. Ma il fenomeno interessa anche l’Europa, visto che il 27% delle pinne del mercato di Hong Kong proviene soprattutto dalla Spagna. Gli studiosi, tuttavia, hanno anche cercato di suggerire un modo per correre ai ripari. Il team della Baum ha dimostrato che l’istituzione di alcune riserve marine nell’Oceano risulterebbe efficace per la protezione degli squali. In aree come queste, la pesca viene proibita per alcuni periodi di tempo, in modo che i pesci possano riprodursi e aumentare di numero fino a raggiungere valori normali. Tuttavia, perché ciò avvenga, è assolutamente necessario che i luoghi scelti siano i più adatti e che nelle zone circostanti le flotte non intensifichino le battute di pesca. Solo in questo modo la pressione sui pesci più a rischio di estinzione verrebbe allentata. Diversamente, l’estinzione degli squali determinerebbe danni irreparabili per la pesca stessa e per l’ecologia dei mari, perché il loro ruolo è fondamentale nell’equilibrio della vita marina.