nostra intervista, 27 ottobre 2003
Mario Rigoni Stern. ”La caccia non è uno sport. E nemmeno un hobby. E’ una passione ereditata dai nostri antenati, che in certuni ancora resiste
Mario Rigoni Stern. ”La caccia non è uno sport. E nemmeno un hobby. E’ una passione ereditata dai nostri antenati, che in certuni ancora resiste. I veri cacciatori prendono solo una parte dell’interesse che il capitale produce. Mi spiego: se sappiamo che una specie si è riprodotta di sette esemplari, ne prendiamo tre e ne lasciamo quattro. Così non danneggiamo la natura e favoriamo l’aumento della selvaggina. Le nostre Alpi, grazie ai cacciatori che hanno scelto di autolimitarsi, si sono ripopolate di specie rare o addirittura scomparse: marmotte, aquile, camosci, cervi, orsi. Sta tornando anche la lince, non dico dove per timore di certi scriteriati che vanno in giro col fucile in mano solo per l’avidità di prede-trofeo. La caccia è utile anche per proteggere l’ambiente evitando che una specie diventi troppo numerosa: l’anno scorso sono stato in Austria e ho visto tanti boschi danneggiati per via dei troppi cervi. Quanto alle battute nelle riserve, quello non è cacciare, è sparacchiare. Tempo fa il duca di Edimburgo e altri sei-sette nobili tra italiani e inglesi in un solo giorno hanno catturato un migliaio di fagiani. Ma che senso ha?”.