Varie, 27 ottobre 2003
Tags : John Cale
Cale John
• Garnant (Gran Bretagna) 9 marzo 1942. Musicista. «Gallese, entrò nel mondo della musica che aveva dodici anni e nella storia del rock a ventiquattro. Accanto a quelli di Lou Reed, Sterling Morrison, Maureen Tucker e Nico, il suo nome era su un album che in copertina aveva una banana disegnata da Andy Warhol; vendette poco, ma - a sentire Brian Eno - tutti quelli che ne acquistarono una copia formarono una band. È ancora oggi una pietra miliare della cultura pop, per i testi e la voce di Lou Reed, per l’allure teutonica di Nico, per la viola e il pianoforte di John Cale. Prima di quell’esordio formidabile aveva collaborato con maestri dell’avanguardia come LaMonte Young e John Cage. Dopo, Cale ha lavorato come produttore per altri album epocali, dal debutto degli Stooges a Horses di Patti Smith. Cui va aggiunta una discografia solista vastissima. [...] “Penso che l’arte non debba rimanere chiusa nei musei, ma diventare parte della vita di ognuno, attraverso la memoria e il piacere che portiamo con noi a casa dopo aver visto un capolavoro. La Gioconda, per esempio, è piccolissima, eppure nell’immaginazione diventa enorme. Ecco, quella è la vera Monna Lisa. [...] La principale legge dei Velvet era che tutto venisse diviso equamente. Alla fine del tour europeo, però, Lou Reed pretese una percentuale più alta, così i litigi furono inevitabili. Ma era anche una questione intellettuale: ci considerava solo dei session man di lusso, la dimensione collettiva non esisteva più. Per questo ci sciogliemmo la prima volta, per questo è successo di nuovo. Ora un’altra “reunion” è impossibile, perché Sterling Morrison è morto”» (Bruno Ruffilli, “La Stampa” 19/11/2003). «Croce, delizia e marchio della nostra epoca, ovvio che l’elettronica condizioni anche la musica. Il rischio è che la relativa facilità e immensa ampiezza dello strumento possano nascondere sperimentalismi se non addirittura sterilità creativa. Chi ha sempre voluto tenere separate la sua produzione pop-rock da quella di sperimentale è stato John Cale. Già con Walking on locusts era riuscito ad unire [...] le sue due anime. [...] Vecchio Velvet Underground» (Alessandro Rosa, “La Stampa” 27/10/2003).