Emilio Marrese, ཿla Repubblica 27/10/2003;, 27 ottobre 2003
"Un uomo tra le donne inficerebbe la competizione, il contrario no, ma se la ratio della legge è tutelare fisicamente le donne va bene: sennò non vedo altre ragioni
"Un uomo tra le donne inficerebbe la competizione, il contrario no, ma se la ratio della legge è tutelare fisicamente le donne va bene: sennò non vedo altre ragioni. La discriminazione vera, piuttosto, è che per le donne non sia previsto il professionismo. Siamo appena rientrate da una tournée statunitense dove hanno assistito in ventimila alle nostre partite. Il livello dei mondiali è stato altissimo, la Germania gioca benissimo, sono partite vere e credo che il calcio al femminile potrebbe piacere anche in Italia. Bisogna fare progetti per valorizzarlo e sfruttare questo patrimonio, ma non con una sfida tra uomini e donne. Nel calcio, come in qualsiasi sport, non c´è paragone: non è questione di tecnica ma di natura. Si deve trovare dignità nella nostra categoria, e non attraverso il confronto con l´altro sesso" (Carolina Morace commentando il caso dalle calciatrice esclusa da un campionato amatoriale maschile).