Valerio Massimo Manfredi Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 24 ottobre 2003
La navigazione antica si svolgeva quando possibile in vista della costa ma in molti casi si navigava anche in alto mare, sia di giorno che di notte
La navigazione antica si svolgeva quando possibile in vista della costa ma in molti casi si navigava anche in alto mare, sia di giorno che di notte. Per questo motivo era molto importante segnalare i punti notevoli della costa e soprattutto gli approdi, visto che i porti attrezzati erano molto pochi. Il primo faro nacque ad Alessandria proprio perché la città era costruita su una costa bassa e quindi non visibile dal mare e prese il nome dall’isola di Faro già nota a Omero. Opera di Sostrato di Cnido, fu costruito fra il 300 e il 280 a.C. era alto secondo alcuni 90 metri, secondo altri addirittura 120 e portava sulla cima una statua e una lanterna che permetteva di proiettare un fascio di luce a una ventina di km di distanza. Da allora in poi molti altri fari furono costruiti a imitazione del prototipo, incluso il Colosso di Rodi che aveva addirittura la forma di una statua gigantesca di Helios in atto di reggere una fiaccola all’ingresso del porto. Sia il faro che il Colosso erano annoverati fra le Sette meraviglie del Mondo antico. Sappiamo che ne fu costruito uno a Ostia, rappresentato in un mosaico del foro delle corporazioni e ce n’era uno a Crisopoli sulla costa asiatica del Bosforo di fronte a Bisanzio, rappresentato nella famosa Tabula Peutingeriana, l’unica mappa che ci sia pervenuta, in copia medievale, del sistema di comunicazioni dell’Impero romano. La base di un faro romano è anche inclusa all’interno del castello di Dover e risale alla prima epoca imperiale. I fari tornano in età medievale quando di nuovo si sviluppa la navigazione e la ”Lanterna” di Genova è fra i più antichi: risale infatti, assieme alla ”Torre della Meloria”, al XIII secolo.