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 2003  ottobre 24 Venerdì calendario

Andrabi Aasiya

• «Sono relativamente pochi quelli che conoscono la sua voce, e ancora meno quelli che conoscono il suo volto. Il suo nome in compenso è sulla bocca di tutti: vive a Srinagar, capitale della regione contesa del Kashmir, ed è a capo dell’organizzazione femminile Dukhtaran-i-Millat, sospettata di fornire sostegno attivo alle organizzazioni terroristiche dei gruppi separatisti islamici. stata arrestata più volte, l’ultima quando si è schierata a favore del gruppo guerrigliero Lashkar-i-Jabbar, che aveva sfregiato con l’acido cinque donne colpevoli di andare in giro a volto scoperto. La battaglia per l’osservanza delle regole islamiche è infatti una delle sue priorità, ma in quell’occasione è stata accusata di avere motivazioni molto meno nobili di quelle professate. L’obbligo di coprire il volto - pena la morte - imposto dai mujaheddin del Kashmir, ha infatti fatto salire alle stelle le vendite di abiti tradizionali islamici; commercio in cui si dice lei abbia molti interessi. [...] Laurea in biochimica, dottorato in batteriologia, rifiuta anzitutto di essere rinchiusa in quelli che considera gli ”stereotipi occidentali”. Si definisce una ”femminista islamica” [...] Il suo lavoro è quello di presidente e portavoce di Dukhtaran-i-Millat, ”le figlie della fede”. [...] Famosa per il suo lavoro di attivista convinta a sostegno della causa separatista [...] Della sua invisibilità ha fatto un mito. Ogni volta che desidera protestare o comunicare qualcosa, indice delle vere e proprie conferenze stampa telefoniche [...] Agli appuntamenti si presenta sempre velata, e spesso in compagnia di Osama, il più piccolo dei suoi figli, educato a baciare un santino di bin Laden e a definire ”Satana” George W. Bush. Dichiara orgogliosa: ”Voglio che diventi un mujaheddin. Non ho mai pregato e sognato che i miei figli maschi potessero diventare medico o primo ministro. Se avessi una figlia, invece, mi piacerebbe vedere lei diventare primo ministro”.Chi l’ha incontrata la descrive piccola, dai modi gentili, con grandi occhi grigi [...] Ha sposato Mohammed Qasim, capo dell’organizzazione separatista Jamiat-ul-Mujaheddin, incontrato soltanto il giorno del matrimonio come prescrive la tradizione. ”Sarei felice - dichiara - di dividere la mia casa con altre mogli di Qasim”. [...] Le ”figlie della fede” sono diventate famose nel 1987 per una crociata contro la pornografia. [...] Si dichiara pronta a morire per combattere ”l’occupazione del mondo islamico”, perché ”ogni musulmano deve cogliere l’occasione di combattere la jihad contro gli eserciti che occupano la Palestina, il Kashmir e la Cecenia”» (Francesca Marino, ”diario” 5/7/2002).