Giorgio Giorgetti Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 23 ottobre 2003
San Pietro La vedetta. Il faro di Capo Sandalo (in alto nella foto) si trova sulla costa ovest dell’Isola di San Pietro, Sardegna, a guardia di un mare ventoso
San Pietro La vedetta. Il faro di Capo Sandalo (in alto nella foto) si trova sulla costa ovest dell’Isola di San Pietro, Sardegna, a guardia di un mare ventoso. il versante più roccioso e tormentato, oltre a essere la punta più occidentale d’Italia. La struttura, alta 30 metri e costruita nel 1864, è una torre cilindrica di pietra su un fabbricato a due piani. La lanterna è posta a 134 metri sul livello del mare, con una portata luminosa di 24 miglia nautiche (oltre 44 km). collegata a Carloforte, unico centro abitato dell’isola, da una strada lunga 12 km. Lo scenario. Fino a perdita d’occhio, il mare. Alle spalle, uno dei luoghi più incontaminati del Mediterraneo, una perla rara nella già splendida Sardegna. La costa è caratterizzata dal susseguirsi di sporgenze e rientranze che cadono a picco sul mare, con altezze che arrivano anche a 150 metri. Poi i faraglioni e le grotte, visitabili soltanto con la barca; le saline e l’Oasi della Lipu (Lega italiana protezione uccelli), paradiso della fauna avicola, che s’estende per 236 ettari lungo 6,6 km di costa. Storia e leggenda. Pochi luoghi sono appartati come l’Isola di San Pietro, così chiamata perché leggenda vuole che l’apostolo v’avesse trovato asilo, durante una tempesta. Nel 1738 il territorio fu colonizzato dagli abitanti di Tabarka, un’isola tunisina, colonia ligure di proprietà dei Lomellini, allora signori di Pegli, che l’avevano popolata con pescatori pegliesi. Così la parlata dell’isola, detta tabarkino, non ha parentele con il sardo, ma con l’arcaico dialetto ligure degli antichi pescatori. La voce del faro. Quando sale i 124 scalini verso la lanterna, Bruno Colaci (nel riquadro in alto) ammette: «A volte la solitudine vince anche il mio cuore». Lo può ben dire, lui. A un passo dalla pensione, 63 anni compiuti, Colaci è forse il farista più farista d’Italia. «Ho trascorso la mia intera esistenza tra le segnalazioni costiere» rivela «e non soltanto per mestiere. Anche mio padre faceva questo lavoro e io lo seguivo da un incarico all’altro. Alcuni luoghi erano così isolati che, durante le tempeste, dovevamo attendere anche 15 giorni prima di poter avere aiuto e cibo». Ha visto e vissuto molti fari. «Ma Capo Sandalo è speciale» dice «lo s’avverte durante i crepuscoli d’inizio estate. I tramonti sono come fiamme struggenti e non smettono ancora di commuovermi». L’Isola di San Pietro è raggiungibile soltanto via mare. Naturalmente, prima occorre approdare in Sardegna e dirigersi a Calasetta o Portovesme, uniche località da cui partono i traghetti per Carloforte. I collegamenti sono garantiti dalle compagnie Saremar e Delcomar. La traversata dura poco più di mezz’ora. Su Internet: www.isoladisanpietro.org e www.carloforte.net.