Giorgio Giorgetti Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 23 ottobre 2003
Capraia La vedetta. Piccola isola, Capraia, ma con un corredo faristico di tutto rispetto. Ben due fari: quello di Punta Ferraione e quello di Punta del Trattorio
Capraia La vedetta. Piccola isola, Capraia, ma con un corredo faristico di tutto rispetto. Ben due fari: quello di Punta Ferraione e quello di Punta del Trattorio. Entrambi elevati, entrambi in posizioni eccellenti per apprezzare il fascino di questa terra. Il primo, nei pressi del porto, ha un lampo ogni 6 secondi. Il secondo (foto a destra), nella zona più selvaggia di Capraia, un lampo ogni 8 secondi. Lo scenario. Terza isola per estensione di tutto l’Arcipelago Toscano, è però la sola a esser d’origine vulcanica. Tale genesi ha condizionato il paesaggio selvaggio, in pratica un’unica dorsale con precipizi sul mare a ovest e degradi più dolci a oriente, grotte, vegetazione bassa e rigogliosa, ricchissima di margherite e asfodeli. Storia e leggenda. Capraia, fin dalle origini della sua storia, ha ospitato generazioni di pirati. Tra cartaginesi sbandati, liguri e tirreni in cerca di fortuna, saraceni invasori e chi più ne ha più ne metta, Capraia ha sempre avuto il suo bel corredo di corsari che, approfittando delle guerre combattute in terraferma, fecero di quest’isola il loro quartier generale. Soltanto due i porti che effettuano servizio traghetti verso l’isola: il primo, Livorno, è sulla terraferma; il secondo, Portoferraio, si trova sulla vicina Isola d’Elba. Su Internet: www.sister.it/CaprSIMS/HomeCapr/CaprFrame.htm.