Maurizio Crosetti, ཿla Repubblica 23/10/2003;, 23 ottobre 2003
"Non fosse che le pene per i calciatori nandrolonici sono già tanto lievi, andando dal buffetto al colpetto di spugna, si potrebbe pensare a una riduzione-premio per la fantasia
"Non fosse che le pene per i calciatori nandrolonici sono già tanto lievi, andando dal buffetto al colpetto di spugna, si potrebbe pensare a una riduzione-premio per la fantasia. Perché ci vuole creatività pura per inventare le scuse proposte ai giudici da alcuni di loro. Il fuoriclasse, in questo senso, rimane Fernando Couto. ”Ho fatto lo shampoo” disse, agitando la folta chioma nera. Il portoghese non riuscì peraltro a specificare con esattezza il prodotto cosmetico capace di gonfiare non solo i ricci, ma pure i bicipiti. Essere puliti, dunque, diventa affermazione interpretabile in almeno due modi. Non male la scusa dei perugini Bucchi e Monaco, che tentarono senza successo di inventare il doping alla griglia: secondo loro, il nandrolone trovato nella pipì era colpa della troppa carne di cinghiale ingurgitata prima della partita. Qualcuno ipotizzò anche i ”polli pazzi”, con sollevazione degli allevatori. Possibile che al banchetto selvaggio partecipasse pure Blasi, a quei tempi loro compagno, beccato però al Parma. Invece di rifugiarsi nella gastronomia, Blasi si schiera con la scuola-Couto: il nandrolone, per lui, è tutta colpa di uno schiarente per i capelli. Nessuno ha tentato di contraddire Edgar Davids, per evidenti ragioni di incolumità fisica, quando l´olandese si scusò dicendo che l´antidoping era stato falsato da uno sciroppo omeopatico per la tosse. E poi, Davids è davvero un tipo da pillolette naturali e tisana. Non si pensi che i veri creativi siano solo i calciatori. Il mezzofondista Baumann se la prese con un dentifricio, l´azzurro Longo ha tirato fuori integratori scaduti, una ciclista si difese dicendo di avere avuto rapporti sessuali con un altro atleta dopato: quasi più credibile lo shampoo" (Maurizio Crosetti).