Enrico Properzi Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 22 ottobre 2003
Quando ti guardi allo specchio vorresti avere un sorriso più attraente? L’immagine ha un ruolo fondamentale e un sorriso gradevole, indipendentemente dall’età e dallo stile di vita è un biglietto da visita a cui nessuno vuole più rinunciare
Quando ti guardi allo specchio vorresti avere un sorriso più attraente? L’immagine ha un ruolo fondamentale e un sorriso gradevole, indipendentemente dall’età e dallo stile di vita è un biglietto da visita a cui nessuno vuole più rinunciare. L’apparecchio per i denti non è solo un problema da bambini: i denti possono non essere allineati a ogni età. Molti adulti si tirano però indietro perché attacchi e fili in acciaio rischiano di deturpare anche il viso più attraente. Oggi però si possono correggere i difetti della dentatura senza per forza esibire un sorriso metallico. L’apparecchio linguale, così chiamato perché piastrine e fili si applicano alla superficie interna dei denti, è infatti totalmente invisibile e non intacca il sorriso. La tecnica è nata in America, ma oggi il maggiore sviluppo è in Francia e Giappone e in Italia sta iniziando a diffondersi, anche se le vendite degli attacchi linguali per adesso sono appena il 7,5% del totale. «Nel nostro Paese l’applicazione linguale di apparecchi fissi è ancora poco diffusa rispetto a quella tradizionale, la vestibolare» spiega Carlo Besozzi, medico dentista che opera a Milano e che è stato tra i primi ad applicare questa tecnica in Italia, «perché sono necessari tempi molto lunghi per apprendere correttamente a installare e a gestire questo tipo di apparecchio. Fino a 10 anni fa non riuscivamo a trattare tutti i casi, ma soltanto quelli più semplici. Oggi riusciamo a trattare la quasi totalità dei pazienti, anche quelli disfunzionali, che cioé non masticano o non aprono correttamente la bocca». La tecnica linguale ha però anche qualche svantaggio: appena applicati i corpi metallici, per quanto arrotondati, danno fastidio alla lingua che si trova in uno spazio vitale ristretto. «Nei giorni successivi all’applicazione» spiega Besozzi, «i pazienti possono avere dei problemi con la pronuncia delle consonanti sibilanti, quali p, s e t. Il costo previsto? Per un’applicazione di circa due anni, una stima media visto che la durata varia a seconda dei problemi di ogni paziente, è leggermente superiore: rispetto ai 5.000 di quello tradizionale, per l’apparecchio linguale si parla di circa 7.500 euro che comprendono sia il materiale che l’applicazione. Si paga soprattutto il maggior tempo sulla poltrona del dentista, e la difficoltà del montaggio che avviene prima in laboratorio e successivamente nella bocca del paziente». L’applicazione interna non ha però solo dei vantaggi estetici: «Poiché gli attacchi dei fili sono più vicini alla radice intorno alla quale il dente ruota», conclude Besozzi, «l’apparecchio svolge più rapidamente la sua azione e può solitamente essere tolto un po’ prima».