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 2003  ottobre 22 Mercoledì calendario

Il vino non è un vizio, ma un alimento che può migliorare la salute. «Il consumo regolare e moderato di vino durante i pasti riduce le malattie cardiovascolari e in particolare il rischio d’infarto del miocardio», spiega Licia Iacoviello, responsabile del laboratorio di fattori genetici e ambientali attivo da quattordici anni presso il consorzio Mario Negri Sud di S

Il vino non è un vizio, ma un alimento che può migliorare la salute. «Il consumo regolare e moderato di vino durante i pasti riduce le malattie cardiovascolari e in particolare il rischio d’infarto del miocardio», spiega Licia Iacoviello, responsabile del laboratorio di fattori genetici e ambientali attivo da quattordici anni presso il consorzio Mario Negri Sud di S. Maria Imbaro (Chieti). «Questo effetto positivo» aggiunge Iacoviello, «dipende dagli antiossidanti polifenolici presenti nel vino, che impediscono alle nostre cellule di ”irrancidire”. I polifenoli liberano ossido nitrico, un vasodilatatore, ma anche un inibitore che impedisce alle piastrine del sangue di aderire al vaso e creare il trombo: il ”tappo” nelle arterie che provoca l’infarto. Individuare gli alimenti che contengono polifenoli è facile perché sono i responsabili del colore rosso dell’uva e del vino, così come di fragole, ciliegie, more e mirtilli. Ma nel caso del nettare di Bacco, la presenza dell’alcol ne migliora l’assorbimento da parte dell’organismo. «Meglio ancora» aggiunge Iacoviello «se i vini sono invecchiati in botti di quercia, perché estraggono dal legno sostanze importanti. Ma si può dire che tutti i rossi vanno bene, e anche i bianchi, dove però le concentrazioni sono più basse. Un aspetto interessante emerso dai nostri studi è che l’effetto risulta maggiore nelle donne, che in genere bevono meno, rispetto che negli uomini». Maschi o femmine, l’importante sono le quantità: «Non più di uno o due bicchieri a pasto» avverte Iacoviello, «se si esagera, si sale sopra il mezzo litro al giorno e l’effetto diventa negativo per la salute».