Guido Romeo Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 22 ottobre 2003
Memoria ed emozioni non sono più qualcosa di impalpabile e sfuggente, ma hanno una sede ben precisa nel nostro cervello: l’ippocampo, una zona profonda del cervello dalla forma simile a un cavalluccio marino
Memoria ed emozioni non sono più qualcosa di impalpabile e sfuggente, ma hanno una sede ben precisa nel nostro cervello: l’ippocampo, una zona profonda del cervello dalla forma simile a un cavalluccio marino. Lo affermano sei ricercatrici americane delle Università di New York e Harvard che hanno osservato il cambiamento nei neuroni in due macachi impegnati in un gioco al computer che sollecitava la memoria e li ricompensava con un succo di frutta in caso di successo. Le ricercatrici, che hanno presentato i risultati su ”Science”, hanno misurato l’attività di 152 neuroni dell’ippocampo individuandone 25 che cambiavano le proprie connessioni in funzione del gioco e alcune conservavano le modifiche anche dopo l’esperimento.