l.lau., "la Repubblica" 22/10/2003, pagina 31., 22 ottobre 2003
Ornella Muti segue il buddismo da quattro anni e mezzo: «Non ne parlo mai perché non mi piace che si ridicolizzi una cosa per me così sacra
Ornella Muti segue il buddismo da quattro anni e mezzo: «Non ne parlo mai perché non mi piace che si ridicolizzi una cosa per me così sacra. La meditazione per me è fondamentale, vitale. Non si tratta di meditazione e basta. E’ molto di più, è una forma mistica. Sono nata cattolica e ho fatto una lunga ricerca su di me, forse un po’ naive, non tanto culturale quanto basata sulle emozioni. Cercavo una fede e un’armonia che non trovavo. Una volta per caso, alle quattro e mezza di notte, lavorando con una mia amica buddista provai a recitare il loro mantra. Provai a pregare con lei, repetendo la loro frase: "nam myo ho renge kyo", che vuol dire: dedico la mia vita alla legge di causa ed effetto. Ho provato subito un grande benessere. I buddisti sostengono che praticando la tua vita cambia, che le cose che desideri si avverano. Io medito due volte al giorno. L’ideale sarebbe un’ora. Quando lavoro riduco a quindici-venti minuti, mattina e sera. Spesso a Roma meditiamo in gruppo, e si sprigiona un’energia vitale positiva fortissima che si ripercuote tutto intorno, mi rende più sensibile, genera una grande armonia, una grande serenità anche nella lotta. Forse adesso è diventata una moda. Ma non è una cosa negativa, perché avvicina a forme di spiritualità diverse, più alte».