22 ottobre 2003
MEMPHIS Ricky (Riccardo Fortunati).
MEMPHIS Ricky (Riccardo Fortunati) Roma 29 agosto 1968. Attore. «Se vai in un commissariato e chiedi di lui ti dicono: “E’ uno di noi”. Ricky Memphis è riconosciuto nel suo personaggio, Mauro Belli, investigatore del X Tuscolano, il Distretto di polizia più famoso d’Italia, in onda ogni martedì su Canale 5. Da Ultras di Marco Risi a oggi, tra personaggi emarginati e molti ruoli “in divisa”, grazie a questo ruolo, ormai reiterato per quattro edizioni, Memphis è diventato popolarissimo. Com’è, divertente? “Divertente, piacevole, sicuramente sì. Lati negativi nell’essere famoso non ne ho ancora trovati. [...] Dopo 4 anni di telefilm, tranquillità di lavoro e economica, popolarità, la vita cambia in meglio”. La sua caratteristica più amata, come attore, è forse la naturalezza. E’ d’accordo? “Assolutamente sì. Questa è una ricerca dettata da Ricky Memphis spettatore di film. E’ la cosa che più amo io negli attori: la naturalezza, la verità. Questa è la cosa che mi preme quando affronto un personaggio. [...] Metto le mani nelle battute scritte, cerco di rendere più mio quello che dico. Distretto di polizia ha un gruppo di sceneggiatori formidabili che dopo anni sono collaudati a tutto e con loro c’è un tacito accordo, se una battuta non ci suona la cambiamo in corsa. Un margine di improvvisazione è normale. [...] Io facevo il manovale prima di fare l’attore, quindi tutto questo è un di più, sono stato fortunato. [...] Io avevo pure iniziato un corso di dizione, poi non c’avevo tempo. Ma lo sappiamo tutti come se parla in Italia. Però io c’ho una pigrizia fonetica. [...] E poi, è stata la fortuna mia, i vari personaggi che ho fatto non hanno mai avuto bisogno di un corso di dizione. Ma c’è tempo, faremo anche quello, non bisogna sedersi e poi addormentarsi sugli allori. [...] Sono un pigro cronico, assoluto. Mangiare bene, bere bene, stare con gli amici, in compagnia e in tranquillità, leggere i giornali. E poi il calcio, adoro la Roma. Mi piacciono le cose belle, che non so bene quali sono. Ma guardo, e se ne vedo una l’acchiappo e la sposo”» (Cristina Caccia, “La Stampa” 22/10/2003).