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 2003  ottobre 20 Lunedì calendario

«Dirigere un doppiaggio è come dirigere un’orchestra» spiega Tonino Accolla, direttore di doppiaggio e voce storica di Eddie Murphy, nonché di Jim Carrey in ”Una settimana da Dio”

«Dirigere un doppiaggio è come dirigere un’orchestra» spiega Tonino Accolla, direttore di doppiaggio e voce storica di Eddie Murphy, nonché di Jim Carrey in ”Una settimana da Dio”. Ecco le cinque regole fondamentali che Accolla segue nella scelta delle voci per doppiare un film. La verità: «Non sono interessanti le voci belle. Quello che colpisce è la verità: se uno doppia come parla, gli credo. Se imposta la voce no». La somiglianza: «Doppiatore e attore devono essere in simbiosi. Meglio se hanno una fisicità analoga e si muovono nello stesso modo. Una voce deve incollarsi sul personaggio dall’80 al 100 percento». La distribuzione delle voci: «Meglio una voce non proprio conforme all’attore piuttosto che due molto simili nello stesso film che confondono la distinzione dei ruoli con gli attori fuori campo. Fantasia e cuore: «L’attore non deve pensare, non deve essere in equilibrio. Deve buttarsi, vivere. Chi pensa è il direttore». Rincara la dose Luca Ward (nella foto a destra), voce italiana di Russell Crowe (nella foto a sinistra), Keanu Reeves e Pierce Brosnan: «Quando doppi devi recitare con quello che hai davanti. Mai portare troppo di sé al microfono: l’ideale è rendere un buon servizio all’attore (che non va snaturato) e al pubblico (che deve orientarsi). Rischio: «Non tutti i grandi doppiatori sono attori perfetti. Viceversa alcuni sconosciuti sono ottimi attori e doppiatori. Bisogna saper investire sulla novità e rischiare».