varie, 20 ottobre 2003
PAGANI
PAGANI Nello (Nello Cirillo) Milano 11 ottobre 1911, Verbania 17 ottobre 2003. Motociclista. Una figura chiave del motociclismo italiano, visto che è stato il primo campione del mondo della storia, avendo vinto la 125 nel 1949, all’esordio del campionato iridato. Un personaggio sanguigno e competente, che fino all’ultimo ha seguito le corse e in generale il mondo della moto: novantenne, ancora si esibiva in sella durante le manifestazioni storiche, e addirittura a inizio luglio 2003 era stato ospite d’onore alla rievocazione del Circuito del Lario, il Tourist Trophy italiano, di cui era stato l’ultimo vincitore nel ’39, a tempo di record (oltre 84 orari sui 216 chilometri di gara) in sella alla Gilera 500. Un pilota d’altri tempi, ovviamente, assolutamente poliedrico, avendo corso su pista e su strada, anche nelle maratone molto in voga allora, nel cross, nello speedway e nell’enduro (vincendo anche una medaglia d’oro alla Sei Giorni), per poi trasformarsi in direttore sportivo alla MVAgusta e manager del figlio Alberto, ottimo pilota della 500, anche se riuscì solo a sfiorare il bersaglio iridato nel ’72. Papà Nello, invece, era riuscito nell’impresa, nel ’49, conquistando la classe 125 in sella alla Mondial, dopo aver vinto 2 gare sulle 4 su cui era articolata la minima cilindrata allora. Due vittorie aveva centrato anche in 500, con la Gilera, tanto da ottenere il massimo punteggio a fine stagione. Ma la possibilità degli scarti e la controversa interpretazione della norma che attribuiva un punto anche all’autore del giro veloce gli negarono il titolo. Più importante e sentito: la vittoria (per un solo punto) dell’inglese Leslie Graham con la AJS, spinto anche da giochi politici che volevano un certo equilibrio fra Italia e Gran Bretagna (per noi Bruno Ruffo aveva conquistato la 250, mentre Freddie Frith era campione 350), lo rendeva nervoso anche a distanza di mezzo secolo. Nella classe regina Pagani continuò a correre ad alto livello, sempre con la Gilera e negli ultimi 2 anni con la MV Agusta, senza però avvicinarsi più a quel traguardo che aveva sentito così vicino al primo tentativo: qualche podio, un 4? e un 5? finale. La sua storia agonistica affonda le radici nel periodo eroico della moto. A 17 anni, negli Anni 30, aveva esordito a Monza, la pista di casa, vincendo già nel ’34 con una Miller 250 il primo dei suoi sei titoli Tricolori, con la Gilera (2) e la Guzzi (3), Casa per la quale correva da pilota ufficiale con un ingaggio di 3.000 lire al mese. Moto a parte, c’è stata anche un’escursione automobilistica, per vincere con la Maserati dell’Equipo Argentina di Juan Manuel Fangio, la Temporada Argentina. Nel ’55 attaccò il casco al chiodo, rimanendo sempre nell’ambiente" (Filippo Falsaperla, ”La Gazzetta dello Sport” 20/10/2003).