Giorgio Ballario, ཿLa Stampa 19/10/2003;, 19 ottobre 2003
Quel torinese di 46 anni beccato con tracce di atenololo (un principio attivo della famiglia dei "betabloccanti") nelle urine al termine di una gara del campionato italiano di "pétanque": "Associare le bocce al doping è un po’ come sospettare che l’ecstasy possa circolare in un convento di suore di clausura
Quel torinese di 46 anni beccato con tracce di atenololo (un principio attivo della famiglia dei "betabloccanti") nelle urine al termine di una gara del campionato italiano di "pétanque": "Associare le bocce al doping è un po’ come sospettare che l’ecstasy possa circolare in un convento di suore di clausura. Al massimo, nel comune sentire, si può temere che gli atleti di questo antico e popolare gioco siano a rischio di overdose di barbera, agnolotti e acciughe al verde sui tavolini della bocciofila di quartiere" (Giorgio Ballario su ”La Stampa”).