Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  ottobre 19 Domenica calendario

Quel torinese di 46 anni beccato con tracce di atenololo (un principio attivo della famiglia dei "betabloccanti") nelle urine al termine di una gara del campionato italiano di "pétanque": "Associare le bocce al doping è un po’ come sospettare che l’ecstasy possa circolare in un convento di suore di clausura

Quel torinese di 46 anni beccato con tracce di atenololo (un principio attivo della famiglia dei "betabloccanti") nelle urine al termine di una gara del campionato italiano di "pétanque": "Associare le bocce al doping è un po’ come sospettare che l’ecstasy possa circolare in un convento di suore di clausura. Al massimo, nel comune sentire, si può temere che gli atleti di questo antico e popolare gioco siano a rischio di overdose di barbera, agnolotti e acciughe al verde sui tavolini della bocciofila di quartiere" (Giorgio Ballario su ”La Stampa”).