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 2003  ottobre 18 Sabato calendario

"Sono sempre stato convinto che la Repubblica federale tedesca abbia avuto tre padri fondatori: Konrad Adenauer, Ludwig Erhard, il padre del miracolo economico, e Fritz Walter, il capitano della nazionale di calcio, che vinse la Coppa Rimet nel 1954

"Sono sempre stato convinto che la Repubblica federale tedesca abbia avuto tre padri fondatori: Konrad Adenauer, Ludwig Erhard, il padre del miracolo economico, e Fritz Walter, il capitano della nazionale di calcio, che vinse la Coppa Rimet nel 1954. Il football è stato un veicolo per il ritorno dei tedeschi nel mondo, un mezzo per farsi nuovamente accettare. I tre campionati del mondo vinti dalla Germania, soprattutto quello del 1954, hanno sicuramente contribuito a ridare al nostro popolo un equilibrio interiore. Né il cinema né i Premi Nobel, da Thomas Mann a Günter Grass, hanno avuto questo impatto emotivo. Nel 1945, la Germania era sprofondata negli abissi. Fino ai primi anni Cinquanta, i tedeschi erano un popolo distrutto a causa della sconfitta, ma anche dei crimini, che venivano loro imputati e rimproverati ovunque nel mondo si trovassero. Erano privi di certezze. Non sapevano più neppure perché dovessero essere tedeschi, orgogliosi di esserlo o quanto meno perché se ne potesse trarre un minimo di autostima. Poi arrivò Berna, Fritz Walter e il terzo gol di Rahn. Vidi la partita a Berlino. Solo i bar e i ristoranti avevano una televisione, allora. Così, mi feci una decina di chilometri per andare in una Kneipe nel quartiere di Zehlendorf. Il biglietto costava caro ma comprendeva anche la cena, 15 marchi, credo. Ricordo la disperazione e le lacrime nei volti dei clienti, dopo il 2 a 0 dell’Ungheria. Quando segnammo il 3 a 2, ci fu un’esplosione di gioia. Ma la cosa più strana avvenne al fischio finale, quando il telecronista urlò ”la Germania è campione del mondo”. Si fece silenzio. Queste sessanta persone non riuscivano più a pronunciare una sola parola dalla felicità. Altrove ci furono feste e grida, ma la mia esperienza fu questa. Ed ebbi subito la sensazione precisa che si trattasse di molto più di una partita di calcio. Era come se la Germania, vincendo, fosse tornata nel cerchio delle nazioni degne di rispetto. Non credo che i tedeschi siano mai più stati così felici come quel giorno. Neppure il 9 novembre 1989, quando cadde il Muro: l’impatto emotivo dell’apertura del Muro fu soprattutto un fatto berlinese, coinvolse coloro che l’avevano vissuto sulla propria pelle e che avevano visto le proprie famiglie divise. Ma il miracolo di Berna fu pura felicità per tutti. Abbiamo avuto tre miracoli, negli anni Cinquanta: il miracolo delle belle ragazze tedesche, il miracolo economico e il miracolo del calcio" (Joachim Fest, il massimo storico tedesco vivente).