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 2003  ottobre 17 Venerdì calendario

Dopo quasi sette secoli di oblio, 180 metri quadrati di pareti affrescate tornano alla luce. Si tratta del ciclo di storie dell’Antico e del Nuovo Testamento dipinte intorno al 1270-75 in un locale dell’antico Duomo di Siena e sepolte, nel XIV secolo, durante i lavori di ricostruzione della cattedrale

Dopo quasi sette secoli di oblio, 180 metri quadrati di pareti affrescate tornano alla luce. Si tratta del ciclo di storie dell’Antico e del Nuovo Testamento dipinte intorno al 1270-75 in un locale dell’antico Duomo di Siena e sepolte, nel XIV secolo, durante i lavori di ricostruzione della cattedrale. La sala, definita convenzionalmente ”cripta”, è stata scoperta due anni fa durante i restauri del Duomo, al di sotto del pulpito in marmo di Nicola Pisano. Estratti i detriti ci si è trovati di fronte un ambiente totalmente inviolato: gli affreschi non sono mai stati ritoccati e la mancata esposizione all’aria e alla luce ha permesso di conservare, nei punti non danneggiati, la vivacità dei colori originali. Anche gli elementi architettonici, come le colonne, sono ancora decorati con motivi geometrici e vegetali. Gli affreschi, attribuibili a Dietisalvi di Speme (nella foto, ”Deposizione”), Rinaldo da Siena, Guido da Siena e Duccio da Boninsegna (1255-1319), capostipite della scuola senese e aiutante di Cimabue, sono ora in fase di restauro, e potranno essere ammirati dal 4 ottobre all’11 gennaio, nell’ambito della mostra ”Duccio alle origini della pittura senese”.