Fabio Sclosa Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 17 ottobre 2003
Dopo quasi sette secoli di oblio, 180 metri quadrati di pareti affrescate tornano alla luce. Si tratta del ciclo di storie dell’Antico e del Nuovo Testamento dipinte intorno al 1270-75 in un locale dell’antico Duomo di Siena e sepolte, nel XIV secolo, durante i lavori di ricostruzione della cattedrale
Dopo quasi sette secoli di oblio, 180 metri quadrati di pareti affrescate tornano alla luce. Si tratta del ciclo di storie dell’Antico e del Nuovo Testamento dipinte intorno al 1270-75 in un locale dell’antico Duomo di Siena e sepolte, nel XIV secolo, durante i lavori di ricostruzione della cattedrale. La sala, definita convenzionalmente ”cripta”, è stata scoperta due anni fa durante i restauri del Duomo, al di sotto del pulpito in marmo di Nicola Pisano. Estratti i detriti ci si è trovati di fronte un ambiente totalmente inviolato: gli affreschi non sono mai stati ritoccati e la mancata esposizione all’aria e alla luce ha permesso di conservare, nei punti non danneggiati, la vivacità dei colori originali. Anche gli elementi architettonici, come le colonne, sono ancora decorati con motivi geometrici e vegetali. Gli affreschi, attribuibili a Dietisalvi di Speme (nella foto, ”Deposizione”), Rinaldo da Siena, Guido da Siena e Duccio da Boninsegna (1255-1319), capostipite della scuola senese e aiutante di Cimabue, sono ora in fase di restauro, e potranno essere ammirati dal 4 ottobre all’11 gennaio, nell’ambito della mostra ”Duccio alle origini della pittura senese”.