Americo Bonanni Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 17 ottobre 2003
Tra un pianeta e l’altro del Sistema solare vagano molti frammenti di materia. La stragrande maggioranza di essi è formata da minuscoli granelli di polvere o da sassolini di un centimetro di diametro, i principali responsabili del fenomeno delle stelle cadenti
Tra un pianeta e l’altro del Sistema solare vagano molti frammenti di materia. La stragrande maggioranza di essi è formata da minuscoli granelli di polvere o da sassolini di un centimetro di diametro, i principali responsabili del fenomeno delle stelle cadenti. Possono sembrarci uno scherzo della natura, fatto apposta per generare quello spettacolo, ma per le missioni spaziali possono trasformarsi in qualcosa di serio: alla velocità di decine di migliaia di chilometri l’ora sono capaci di perforare il metallo dei satelliti in orbita, o bucare la tuta di un astronauta. Quaggiù sulla Terra siamo più tranquilli. Polvere e sassolini, quando incontrano la nostra atmosfera, bruciano rapidamente per il calore prodotto dall’attrito e finiscono per disintegrarsi. Sul nostro pianeta cadono ogni giorno centinaia di tonnellate di questa materia spaziale. Ma qualche volta la Terra incontra un frammento più grande, abbastanza da non bruciare completamente. E allora ne rimane un pezzo, il meteorite, che arriva fino al suolo. Ma in passato, la roccia di un asteroide o il ghiaccio di una cometa hanno attraversato l’atmosfera provocando esplosioni devastanti. Tipi pericolosi sono ancora in circolazione. Per questo gli scienziati hanno deciso di studiarli a fondo. Telescopi e sonde spaziali sono già al lavoro.