Americo Bonanni Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 17 ottobre 2003
Il cielo notturno che sembra immutabile sopra la nostra testa e poi, improvvisa, la scia di luce, spesso così rapida da lasciarci il dubbio se sia veramente esistita
Il cielo notturno che sembra immutabile sopra la nostra testa e poi, improvvisa, la scia di luce, spesso così rapida da lasciarci il dubbio se sia veramente esistita. Una stella cadente? No, in realtà non è una stella ma una meteora. A volte quei lampi possono essere così chiari da illuminare il paesaggio (e allora cambiano nome e diventano ”bolidi”), a volte possono finire in un’esplosione o dividersi in due o tre strisce colorate. è lo spettacolo della notte di San Lorenzo, che anche quest’anno si replica il 10 di agosto. Chi ha la pazienza di stare con gli occhi puntati al cielo, riuscirà ad avvistare più di un lampo nel cielo, magari per esprimere un desiderio. Merito dei detriti di una cometa, la Swift-Tuttle. Ogni anno in questo periodo, infatti, la Terra incrocia la sua orbita e l’atmosfera ne brucia la coda di detriti. Anche se la scienza ci ha rivelato una realtà meno poetica delle stelle, il fascino rimane: quelle scie luminose ci raccontano una storia antica, di quando il Sistema solare si stava appena formando. Sono ciò che resta di quei primi tempi, e ci narrano l’infanzia del mondo.