Giulio Divo Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 17 ottobre 2003
Quando pensiamo alle guerre del passato immaginiamo subito grandi spiegamenti di eserciti, uomini e mezzi che combattono a viso aperto sul teatro di battaglia
Quando pensiamo alle guerre del passato immaginiamo subito grandi spiegamenti di eserciti, uomini e mezzi che combattono a viso aperto sul teatro di battaglia. In realtà prima della battaglia campale, esiste una serie di operazioni di intelligence, di sabotaggio, incursioni segrete che rendono possibile la vittoria sul campo. Per queste operazioni ci vogliono pochi uomini, estremamente addestrati, dai nervi saldi e dalla professionalità assoluta. Gli uomini delle forze speciali. Quest’estate con ”il Giornale” troverete 13 videocassette dedicate a ”eroi e corpi speciali della Seconda guerra mondiale”. Ma quale ruolo hanno avuto? E come si sono trasformati? «Da sempre nella storia bellica c’è stata la tendenza, da parte di un reparto, a voler impersonare l’eccellenza», spiega Andrea Nativi, direttore della ”Rivista Italiana di Difesa”, «ma l’appellativo di forza speciale può essere oggi usato solo per quei reparti d’élite che, come indica la parola stessa, possono contare su un numero esiguo di unità altamente specializzate». Contrariamente a quanto avviene in altri settori dell’esercito, dove la tecnologia ha assunto nel tempo un ruolo preponderante, le forze speciali, pur contando sui più moderni ritrovati dell’arsenale bellico, devono sempre contare sulla qualità dell’uomo che veste la divisa: «Da sempre si è avuta l’esigenza di trovare uomini capaci di compiere azioni speciali. Spesso questo capitale umano veniva reclutato tra le frange più motivate dell’esercito, magari in quelle stesse truppe d’assalto che davano prova di maggiore motivazione». Eppure, durante la Seconda guerra mondiale, l’espressione ”corpi speciali” era estremamente vaga: «Con questo nome, prosegue Nativi, «generalmente si indicavano sia le forze speciali vere e proprie come lo Special Air Service (SAS) di David Stirling, sia le Waffen SS, che nonostante fossero altamente specializzate e motivate, erano veri e propri corpi d’armata. Oggi non potrebbero più ricadere nella definizione di corpi speciali, che nel frattempo si sono molto specializzati e hanno assunto una fisionomia precisa».