Isabella Vergara Macchina del Tempo, agosto 2003 (n.8), 17 ottobre 2003
Gemma dell’Idaho, il primo mulo della storia, nonché primo equino, nato per clonazione il 4 maggio, non è più solo: a partire da una cellula dello stesso esemplare che gli ha donato il Dna è stato infatti clonato un secondo mulo, Utah Pioneer
Gemma dell’Idaho, il primo mulo della storia, nonché primo equino, nato per clonazione il 4 maggio, non è più solo: a partire da una cellula dello stesso esemplare che gli ha donato il Dna è stato infatti clonato un secondo mulo, Utah Pioneer. Successo rinnovato per il gruppo di ricercatori dell’Università statunitense di Idaho che, con il loro esperimento, ha aperto la strada alla clonazione degli equini. E già si pensa alla possibilità di estendere la tecnologia ai cavalli campioni nelle corse ippiche. In natura il mulo nasce dall’incrocio tra un asino e una giumenta e non è capace di riprodursi a causa del suo patrimonio genetico ”errato”: 63 cromosomi contro i 62 dell’asino e i 64 del cavallo. Così gli scienziati statunitensi hanno pensato di fotocopiarlo, con la tecnica del trasferimento nucleare: hanno prelevato il Dna dal nucleo delle cellule fetali di un mulo e lo hanno sostituito a quello dell’ovocita di un cavalla. Infine, hanno impiantato 305 embrioni nell’utero di altrettante giumente, due delle quali, dopo undici mesi, hanno dato alla luce i piccoli. Si è scoperto inoltre che alti livelli di calcio nella cellula favoriscono la clonazione.