Varie, 17 ottobre 2003
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Trevor William
• Mitchelstown (Irlanda) 24 maggio 1928. Scrittore. Considerato uno dei grandi maestri del racconto, è anche autore di numerosi romanzi ed è stato nominato cinque volte per il Booker Prize. Tra i suoi libri si ricordano: Il viaggio di Felicia, Giochi da ragazzi, Uomini d’Irlanda, Morte d’estate, Gli scapoli delle colline, Regole d’amore, tutti editi da Guanda • «Irlandese (protestante ma del Sud, fautore della pacifica convivenza con i cattolici e residente in Inghilterra), è uno dei maggiori scrittori viventi di lingua inglese» (Laura Lilli, ”la Repubblica” 27/2/2002) • «[...] signore dall’aspetto così britannico (pelle colorita dall’aria aperta), ma dallo sguardo azzurro insolitamente ironico e penetrante [...] disse di amare molto il racconto, forse più del romanzo lungo. ”Certo ne ho scritti molti, e fra gli anni ”60 e ”80 la tv inglese - la Bbc - ne ha tratto numerosi sceneggiati. Sono stato fortunato [...] Il racconto è la forma letteraria più difficile. La trama non è necessaria. I dettagli lo sono - almeno per me - perché la gente deve vedere quello che io scrivo. Mi seccherebbe molto non poter descrivere nei minimi particolari le persone e le cose di cui sto parlando. Ma quello che conta veramente, quello che i giovani scrittori non capiscono (sì, sì, le eccezioni ci sono, so benissimo che non bisogna generalizzare), quello che conta è to make a point [...] ”Significato’ mi fa un po’ paura, somiglia troppo a ”messaggio’, e io non ho messaggi da mandare, ho solo storie da raccontare [...] Ama l’anonimato, la libertà totale, andare in giro senza doveri, ascoltare, osservare la gente. In Inghilterra abita in campagna, e anche a Londra ci va spesso sotto falso nome perché non gli va di essere riconosciuto. [...] è uno dei più grandi scrittori viventi di lingua inglese. Vive in Inghilterra ma è nato in quel di Cork nell’estremo sud dell’Irlanda, dove è stato educato: ”da piccolo dalle suore, ed è stato bellissimo: tutte mi coccolavano, un povero piccolo eretico” [...] poi all’Università di Dublino. Molti dei suoi libri [...] riguardano l’Irlanda: l’Irlanda profonda e cupa di alcuni decenni fa, povera, profondamente nordica e schiacciata dal tallone della Chiesa di Roma [...] suoi libri, tutti editi da Guanda: Il viaggio di Felicia, Morte d’estate, Gli scapoli delle colline, Notizie dal’Irlanda [...] Come nasce un racconto? Da una cosa vista, da una frase ascoltata per strada...? ”...sì, perché io sono molto curioso e osservatore. Ma anche da altro. Magari da una notizia di giornale. Tutto questo però mi serve solo da stimolo. Quello che scrivo me lo invento dall’’a’ alla ”zeta’. Una volta fui molto colpito da alcune persone che mangiavano allo Harry’s Bar di Venezia. Io ero lontano, non li vedevo bene. Però riuscii a sentire un uomo che chiedeva a una donna: ”Perché piangi?’. Di certo lei stava piangendo, ma io non riuscivo a vederla. Trovai strano che una donna piangesse in un posto pubblico, tanto specialmente pubblico quanto lo Harry’s Bar. Dovevo assolutamente indovinare perché piangeva. E ne nacque un racconto, che ovviamente inventai [...] Una delle ragioni per cui scrivo è proprio che cerco di scoprire le cose. Ci sono infinite declinazioni dell’amore: ci si sente attratti, o magari non è altro che amicizia. Ancora: ci sono molti casi di amore di bambini per un particolare genitore. L’importante è carpire ogni singolo istante, perché in ogni caso l’amore è meraviglioso e misterioso. E io adoro i misteri”» (Laura Lilli, ”la Repubblica” 23/7/2005).